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Notizie

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In calo gli affitti degli uffici

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Secondo il Q1 2009 European Office Rental Clock di Jones Lang LaSalle, i canoni prime nel mercato degli uffici in Europa sono diminuiti dell’8.0% nel trimestre, un calo mai registrato prima dall’Indice. L’Indice si basa sulla performance di 24 mercati ed evidenzia come i canoni prime siano diminuiti nella maggior parte dei mercati, guidati da Mosca e Londra (-28.6% e -21.1% rispettivamente), sebbene anche Madrid (-12.5%) e Varsavia (-10.7%) abbiano mostrato una diminuzione a due cifre dei canoni nel corso del trimestre. La correzione dei valori nelle maggiori città tedesche è stata minore, con diminuzioni tra il 2% e il 5% dei canoni.

Fonte: TrendOnline

Bologna: prospettive positive per il settore immobiliare non residenziale

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A Bologna il mercato immobiliare non residenziale presenta buone prospettive di crescita. E' quanto emerge da un recente studio di Gabetti Property Solution. Se in passato il capoluogo dell'Emilia Romagna, soprattutto nel comparto immobiliare non residenziale, era penalizzato dalle distanze esistenti rispetto a Roma e a Milano, la costruzione delle nuove infrastrutture, quali ad esempio l'alta velocità, hanno minimizzato queste distanze e attirato l'interesse di società sia italiane che straniere.

Lo studio di Gabetti Property Solution rileva che la domanda per spazi da adibire ad ufficio è rimasta pressochè invariata rispetto all'anno prima. In questo segmento, circa il 70% delle richieste si rivolgono alle zone semicentrali e a quelle periferiche emergenti.

La domanda per spazi nel centro storico è invece rappresentata principalmente da studi professionali o da aziende operanti nel settore della domanda, che solitamente non hanno necessità di spazi enormi. Le zone periferiche vengono scelte dalle aziende attive nel settore industriale o dell'information technology mentre gli spazi nelle aree semicentrali attirano l'interesse di studi professionali associati, che hanno necessità di spazi di medie dimensioni.

La domanda da parte dei negozi non alimentari riguarda soprattutto le vie centrali di Bologna. Per questa tipologia di attività commerciali, le zone meno interessanti sono quelle situate tra il centro e la periferia. La periferia riscuote invece l'interesse delle società non alimentari appartenenti alla grande distribuzione, grazie alla presenza di immobili di grandi dimensioni.

 Fonte: Viacasa . it

Casa, prezzi più bassi del 10% rispetto all'anno scorso

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E' vero che in Italia le quotazioni degli immobili non sono crollate come in Spagna o negli Stati Uniti. Ma alcune abitazioni oggi possono essere acquistate pagando fino al 10-12% in meno rispetto a un anno fa. E non sempre si tratta di case di bassa qualità o collocate in periferia.
La tabella riporta una selezione dei maggiori ribassi rilevati in dieci grandi città dagli uffici studi di Gabetti, Tecnocasa e Ubh. Una "mappa delle occasioni" da cui trarre una prima utile indicazione.

«Diminuiscono i prezzi dei tagli grandi, mentre si salvano i monolocali, sostenuti dal crescente numero di single e da una domanda a fini d'investimento in leggera ripresa», osserva Guido Lodigiani, dell'ufficio studi di Gabetti. «Nelle città con un tessuto urbano più povero, come Torino, Napoli o Bari, hanno sofferto di più le abitazioni di classe economica – prosegue –. Altre città come Milano e Firenze hanno visto scendere le quotazioni delle zone semicentrali». Completa il quadro Fabiana Megliola, dell'ufficio studi di Tecnocasa: «Le tipologie di alloggi signorili e di pregio mediamente hanno tenuto di più, perché sono quelle cui si rivolge un target medio-alto»

 Fonte: IlSole24Ore

Immobiliare, nei primi 6 mesi vendite -16% in Italia

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23/04/2009 - (ANSA) - ROMA - La crisi del mercato immobiliare italiano precede i crolli finanziari: gia' nei primi sei mesi del 2008 le compravendite sono scese del 16% rispetto allo stesso periodo del 2007. E la contrazione negli scambi ha portato a una riduzione del 13,5% nei prezzi delle abitazioni. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal centro studi del gruppo immobiliare Toscano.
Se si guarda solo ai capoluoghi di regione il calo delle vendite e' ancora piu' netto (-25%). La flessione dei prezzi ha segnato i valori piu' bassi a Palermo, dove si arriva a pagare massimo 2.100 euro al metro quadro, segue Cagliari con 2.500 euro. Mentre la citta' piu' cara e' Roma, dove al centro si possono sborsare fino 7.500 euro al metro quadro. Oltre al congelamento degli scambi e al brusco calo del valore, il mercato immobiliare ha subito anche un rallentamento. I tempi di vendita si sono allungati dai quattro mesi d'inizio 2007 ai sei mesi dello stesso periodo del 2008. Il mercato immobiliare continua a soffrire anche nel 2009 che si e' aperto con un'ulteriore contrazione delle vendite e un altro ribasso dei prezzi, che da gennaio a marzo sono scesi del 7-8%.
Secondo l'indagine, la crisi cambia anche le preferenze degli italiani, sempre piu' orientati a comprare abitazioni di 'taglio medio' (tra i 65 e i 120 metri quadrati): oggi rappresentano piu' della meta', il 52%, degli acquisti sul mercato immobiliare, con un incremento del 17% rispetto al 2002. Invece, diminuisce la quota di mercato dei 'tagli grandi', ora al 30%, (oltre 125 metri quadrati) e sopratutto quelli piccoli, al 18% (fino a 65 metri quadrati): in sette anni i primi hanno perso il 7% e i secondi il 10% sul totale delle compravendite.
Ultimo aggiornamento Giovedì 23 Aprile 2009 14:33

Immobili, prezzi case -7,8% in trim1, massimo -9% in 2009

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MILANO, 16 aprile (Reuters) - Nel primo trimestre del 2009 i prezzi di vendita delle abitazioni sono scesi del 7,8% rispetto a un anno prima e per fine anno è attesa una stabilizzazione dei valori con un calo consuntivo non superiore al 9% dopo il -8,8% archiviato nel 2008.

Osservando l'andamento degli ultimi mesi e confrontando così marzo 2009 su gennaio 2009, il calo dei prezzi è dell'ordine del 2,3%.

E' il quadro dipinto dall'ufficio studi Ubh (Professione Casa e Grimaldi Immobiliare) che mostra anche un calo delle compravendite nei primi tre mesi dell'anno del 3,2% nei grandi centri urbani e del 4,5% nella provincia e nell'hinterland.

Oggi, spiega il direttore dell'ufficio studi Alessandro Ghisolfi, il mercato cittadino è fortemente caratterizzato (il 50% del totale) da una domanda molto liquida che può acquistare senza ricorrere a ingenti finanziamenti. Lo dimostrano i dati definitivi del 2008 sulle compravendite effettuate con l'ausilio di un mutuo, scese del -27%, a cui si aggiunge la diminuzione del capitale complessivo (-28% circa).

Nella tipologia degli acquirenti liquidi rientrano anche coloro che acquistano per investimento (+8,5%).

Cresce per contro la difficoltà ad acquistare da parte delle famiglie meno liquide, si alza la barriera del merito creditizio ed è in forte diminuzione la domanda dei lavoratori stranieri, continua Ghisolfi sottolineando come nelle grandi città la domanda abbia rallentato in misura minore rispetto ai comuni della provincia.

Tra i cali più consistenti dei valori (calcolati a marzo '09 su marzo '08 per abitazioni libere usate) ci sono Napoli (-9%), Palermo (-8,3%) e Bologna (-8%); Milano ha visto una flessione del 5,2%, Roma del 4,2%.

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