Affitti Privati

...annunci di affitto tra privati senza costi di agenzia!

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Mercato Immobiliare

L'andamento e le previsioni del mercato immobiliare

La Spezia affitti: si riapre il mercato

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Cinquemila alloggi privati sfitti alla Spezia. E per occuparli, rendendoli nel contempo redditizi per proprietari, il Comune attiverà da ottobre l’Agenzia sociale per la casa, una sorta di cartello con l’adesione di sindacati degli inquilini, associazioni dei proprietari, costruttori, Arte, agenti immobiliari.

L’Agenzia istituzionalizzerà e organizzerà il problema casa incentivando i proprietari a mettere sul mercato i loro immobili. Contemporaneamente, sempre a cura del Comune, verrà reso operativo il censimento elettronico degli appartamenti non occupati.

 Fonte: Il Secolo XIX

Affitti impazziti e aquilani strozzini

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Anche la Protezione civile alza i toni contro gli aquilani sciacalli che approfittano dell'emergenza per affittare appartamenti ancora agibili e  locali commerciali a prezzi doppi e talvolta anche  tripli rispetto a prima del 6 aprile.  Loro, questa disgustosa minoranza parassitaria della città, si giustifica affermando che è la sacrosanta 'legge del mercato'': se l' offerta di metri cubi è con tutta evidenza diminuita, allora è ovvio e legittimo che il prezzo aumenti. E che la città muoia.
Per un monolocale in periferia c’è chi chiede anche 800 euro, c'è chi chiede per mini-appartamenti sfitti 1.000 euro, possibilmente in nero, non si sa mai e poi penseranno gli affittuanti, ''sono un terremotato, mica posso pagarci sopra pure le tasse...''. 

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 Fonte: Abruzzo24Ore

 

AFFITTI: IN CALO A MILANO E ROMA IN RIALZO A TORINO

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(ASCA) - Inversione di tendenza anche nel mercato degli affitti, dopo i decrementi registrati nel mercato delle vendite di abitazioni. I canoni sono infatti ora piu' accessibili a Milano (-1,5%) e nella capitale (-3,9%). Dopo il primo semestre di quest'anno resiste solo Torino dove i prezzi degli affitti continuano a correre(+1,3%). L'ultimo Rapporto di 'Idealista.it' mette in luce che la crisi, che si protrae da diversi mesi, ha spinto evidentemente i proprietari a rivedere a ribasso le proprie pretese o li ha costretti a rinegoziare il prezzo inizialmente pattuito per la locazione dei loro immobili, a fronte delle risorse sempre piu' esigue delle famiglie.

A Milano, dopo la frenata dei prezzi degli immobili da affittare che si e' registrata gia' a partire dal luglio dello scorso anno, ed e' poi proseguita con un leggero calo nella seconda parte dell'anno, la caduta dei prezzi ha registrato un'accelerazione in questo primo semestre del 2009.

Su un campione di 1.125 immobili affittare casa sotto la Madonnina costa in media 13,9 euro/m2, l'1,5% in meno di sei mesi fa, un 2,4% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Se a luglio 2008 affittare un appartamento di due stanze pari all'incirca a 65 metri quadrati, che e' lo standard abitativo cittadino, costava mediamente 930 euro al mese, ora bastano 909 euro. In pratica, per le famiglie milanesi si tratta di un risparmio pari a circa 240 euro l'anno. A Roma, invece, dai dati di oltre 600 immobili emerge un mercato delle locazioni in sofferenza nel corso dei primi sei mesi dell'anno. La media cittadina dei canoni di 15,3 euro al metro quadrato, pur nettamente superiore a quella milanese, ha subito un importante calo del 3,9% in soli sei mesi. Da questa prima fotografia e' stato possibile andare nello specifico di due quartieri: il centro storico che con i suoi 22,5 euro di spesa per metro quadrato si colloca molto al di sopra della media dei prezzi cittadini, in soli sei mesi ha visto crollare i canoni del 5,9%. In controtendenza rispetto alle due principali citta' italiane per numero di abitanti, Torino registra un ulteriore incremento dei canoni negli ultimi sei mesi (+1,3%), dopo un lieve aumento nell'ultima parte del 2008.

Ora il prezzo medio di un immobile in affitto sotto la mole e' pari a 8,7 euro al metro quadrato con un incremento dell' 1,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Prezzi sopra la media in centro-Crocetta (+1,3%)mentre arretra San Paolo-San Donato, nella zona ovest della citta', dove si registra una flessione delle quotazioni pari all'1,2% .

Bankitalia: si attenua il pessimismo sul mercato immobiliare italiano

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Nel primo trimestre del 2009 il saldo percentuale tra le indicazioni di aumento e riduzione dei prezzi è risultato negativo, in misura più accentuata rispetto a quanto già rilevato per l’ultimo trimestre del 2008 (-59,9 punti percentuali, contro -54,8, rispettivamente).

Lo segnala la Banca d’Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico dedicato al sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia. Nel periodo, prosegue Via Nazionale, circa due terzi degli operatori hanno venduto almeno un immobile, una quota pressoché invariata rispetto alla fine dello scorso anno, mentre il prezzo effettivo di vendita è risultato inferiore dell’11,8% alla richiesta iniziale del venditore (contro il 9,5% dell’inchiesta precedente).

L’acquisto di abitazioni è stato effettuato per il 70,4% delle transazioni con accensione di un mutuo ipotecario, il cui importo erogato è in media pari al 71% del valore dell’immobile (in linea con l’inchiesta precedente). Si attenua, infine, il pessimismo degli operatori circa le prospettive del proprio mercato.

 

Fonte: BlueTG

In calo del 17% il valore delle compravendite in Lombardia

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Gli effetti della crisi economica sul mercato immobiliare, ma soprattutto l'individuazione degli strumenti e dei driver più adatti per invertire il ciclo negativo che ha investito il settore sono al centro dello studio commissionato da ANCE Lombardia al CRESME, presentato oggi in occasione dell'importante appuntamento dell'EIRE. Puntare sulla qualità e la tecnologia per raggiungere un'utenza sempre più esigente e attenta: queste, in sintesi, le priorità dei costruttori lombardi per superare il rallentamento del mercato.

Gli effetti della crisi sul mercato immobiliare

La crisi economica globale, con la sua irruenza, ha colpito il mercato immobiliare lombardo, già in difficoltà dalla seconda metà del 2007: nel 2008 il valore del mercato immobiliare della Regione, in termini di beni compravenduti, è stato di 31,4 miliardi di Euro, con un calo del 16% rispetto all'anno precedente. Una contrazione determinata soprattutto dal calo del mercato residenziale, che ha visto il valore delle compravendite scendere, nel 2008, del 17,1%; più contenuta, invece, la flessione nel non residenziale, pari al -11,6%.

Tra i capoluoghi provinciali è Lodi a registrare la flessione più significativa sul residenziale (-39,1%), seguita da Como (-24,4%) e Mantova (-21,6%); resistono ancora alla crisi e continuano a crescere anche nel 2008 solo Lecco (+8,2%) e, soprattutto, Pavia (+18,4%).

A Milano le compravendite sono scese nel 2008 del 13,1% in valore, in linea con il resto del territorio provinciale (che perde il 12,8%). Se si escludono i comuni capoluogo, le compravendite di abitazioni recano il segno meno in tutte le province lombarde: guidano in negativo la classifica i comuni delle province di Mantova (-24,7%) e Lodi (-24,3%).

Come prevedibile, si riscontra un ulteriore calo dei prezzi nei capoluoghi, che riguarda, però, soprattutto il mercato degli immobili usati e di quelli di fascia medio-bassa: tengono, al contrario, i valori degli immobili di pregio e, in generale, delle nuove costruzioni.

Le previsioni sulle dinamiche demografiche

A fronte della flessione del mercato immobiliare, le previsioni sulle dinamiche demografiche nell'arco dei prossimi sei anni (2009-2015) disegnano uno scenario in cui la popolazione e la domanda di abitazioni aumenteranno, a causa di importanti flussi migratori dall'estero e dalle altre regioni italiane. Se questi flussi non dovessero subire una battuta d'arresto, anche per effetto della crisi economica, si assisterà nel mercato ad una domanda annua vicina alle 42.000 unità. Si tratta di famiglie che esprimono una domanda abitativa primaria.

Un trend di crescita demografica a cui il mercato immobiliare guarda con attenzione per risollevarsi dalla fase di rallentamento in cui è entrato e che si è affermato già nella prima parte di questi anni 2000 ad un ritmo di 50.000 nuove famiglie all'anno, contro le 36.000 degli anni '90, le 21.000 degli anni '80 e, addirittura le 39.000 degli anni '70.

Una domanda attiva e dinamica

Per comprendere il futuro andamento del mercato immobiliare e le sue caratteristiche, il CRESME ha realizzato un'indagine su un campione di 1.000 famiglie residenti in Lombardia, indagando sulla propensione all'acquisto di nuove abitazioni, sulla volontà di ristrutturare quelle di proprietà e sulle loro specifiche esigenze.

A partire dai risultati dell'indagine, il CRESME ha stimato che ogni anno nel triennio 2010-2012, circa 68.000 famiglie (56.000 già proprietari e 12.000 in affitto), secondo le intenzioni espresse, cambieranno casa acquistandone una nuova, mentre 4.090 famiglie compreranno una seconda abitazione; e poco meno di 3.000 saranno quelle che traslocheranno rimanendo in affitto. Nello stesso periodo, inoltre, saranno oltre 56.000 all'anno i nuclei familiari che vedranno un loro componente uscire dalla casa di proprietà per andare alla ricerca di una propria abitazione.

Dati che, evidentemente, preludono ad una prospettiva di ripresa dei trend di crescita del mercato nel medio termine. Sicuramente il ciclo espansivo eccezionale che ha caratterizzato il settore edilizio tra la fine degli anni '90 e i primi anni del 2000 si è esaurito, ma lo scenario del mercato immobiliare in Lombardia tracciato dal CRESME disegna ancora una domanda solida e vivace: se consideriamo i flussi di immigrazione attesi e le nuove famiglie di italiani, la domanda dei prossimi anni si collocherà su valori di poco inferiori a quelli del boom dei primi anni 2000.

Dalla crisi alla riconfigurazione del mercato

La crisi ha evidenziato alcune criticità, come la mancanza di fiducia nel mercato, una frenata nei consumi per le famiglie e la difficoltà di accesso al credito, ma è anche una grande opportunità per riconfigurare il rapporto tra domanda e offerta nel settore delle costruzioni, dal punto organizzativo e strategico. ANCE Lombardia e il CRESME individuano sei ambiti tematici, i driver del cambiamento su cui puntare nei prossimi anni per ridisegnare il mercato:
- l'innovazione tecnologica: l'impiego della tecnologia in tutte le fasi del processo costruttivo – dalla progettazione alla gestione, passando per la fase realizzativa in cantiere – dovrà imporsi come il motore dell'innovazione del prodotto edilizio;
- il nodo delle risorse: il mercato evolve sempre più rapidamente verso modelli di partenariato pubblico-privato, sviluppando forme di investimento integrate che richiedono nuove conoscenze economiche e finanziarie: gli operatori del settore dovranno essere in grado di portare capacità ideativa, tecnica, finanziaria e gestionale dialogando con interlocutori pubblici in grado di crescere sullo stesso piano;
- l'intreccio tra costruzioni e servizi: l'attenzione del mercato si sposta progressivamente dal mero piano dell'esecuzione a quello della gestione: la filiera delle costruzioni e quella dei servizi dovranno crescere in maniera integrata, grazie alla figura del facility management, che negli ultimi anni ha già portato notevoli vantaggi;
- la sostenibilità sociale: una fascia di popolazione sempre più ampia, che non è in grado di accedere all'attuale offerta del mercato, origina una quota significativa di domanda potenziale, a cui una nuova politica pubblica deve dare risposta secondo logiche di collaborazione tra pubblico e privato;
- la sostenibilità: efficienza energetica la sostenibilità ambientale sono i nuovi elementi innovativi a cui il mercato deve rispondere nel breve termine;
- l'intervento sul patrimonio esistente: quello delle ristrutturazioni e della riqualificazione edilizia ed urbanistica si imporrà, nei prossimi anni, come un mercato di riferimento importante. Nel 2001 l'ISTAT aveva censito in Lombardia 18.000 edifici residenziali in pessimo stato di conservazione ed oltre 200.000 in condizioni mediocri; parallelamente, secondo Regione Lombardia, le aree industriali dimesse interessano oltre 25 milioni di mq.

Qualità dell'abitare e confort: il mercato premia il nuovo di qualità

La propensione all'acquisto manifestata dalle famiglie è sicuramente un motore importante per la ripresa del settore, ma altri risultati dell'indagine rappresentano un segnale forte dal punto di vista qualitativo: dall'indagine emerge un vero e proprio "salto di scala" nella qualità della domanda, con le famiglie che sembrano puntare ad una valorizzazione del loro investimento. Una domanda matura, che esprime nuove esigenze di qualità e premia aspetti come quelli dell'innovazione tecnologica, del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale.

Istanze che si scontrano con la qualità del patrimonio edilizio esistente e che contribuiscono in parte a spiegare la contrazione di compravendite e prezzi nel segmento di mercato dell'usato e la corrispondente tenuta del nuovo. Il concetto di qualità, declinato in tutte le sue molteplici accezioni, diventa il principio guida per una nuova fase di produzione e riqualificazione edilizia.

Il Piano Casa regionale: un'opportunità per il settore edile

Rilanciare una vasta campagna di "rottamazione del vecchio", che miri a sostituire il patrimonio vetusto, degradato e sottoutilizzato con entità edilizie innovative, caratterizzate da elevati standard qualitativi in termini architettonici, ambientali, energetici e tecnologici: questa la priorità dei costruttori edili dell'ANCE Lombardia di fronte alle norme di sostegno al settore delle costruzioni, varate nei giorni scorsi dalla Giunta Regionale.

L'auspicio è che il Piano Casa lombardo si traduca in un efficace banco di prova per l'avvio di una politica di riqualificazione delle aree e dei frammenti urbani degradati, che abbia valenza non solo come soluzione ad una situazione di emergenza per la crisi, ma anche come risposta, a regime, per istanze di carattere sociale e ambientale.
 
Fonte: Trend Online
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Giugno 2009 13:26

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